CAMPO PROFUGHI ALBANESI
Nel 1995 la globalizzazione non aveva ancora assunto le forme totalizzanti che conosciamo oggi. Il fenomeno dei migranti era ancora all'inizio del suo sviluppo e a Tirrenia (PI), durante la prima grande ondata di profughi albanesi in Italia, la Croce Rossa di Pisa - dove prestavo servizio civile - organizzò un grande campo di accoglienza profughi.
Il contatto quotidiano con una realtà di cui solo allora si cominciava a sentir parlare non poteva lasciare insensibili e cominciai a pensare che le situazioni che mi si presentavano tra le roulotte e tra le persone che avevano lasciato la loro terra in cerca di un qualcosa che per molti non sarebbe stato certo migliore, dovessero essere in qualche modo documentate. In breve tempo, nonostante le austere tende da campo militari e le vecchie roulotte, si venne a costituire una vera e propria piccola comunità con tanto di allegre scorribande di bambini e i suoi ritmi lenti di una nuova precaria quotidianità ricostruita al di qua del mare. Impugnare la macchina fotografica è stata la naturale conseguenza del mio soggiorno nella improvvisata cittadella della pineta e tra un bicchiere bevuto in compagnia e le mille incombenze da sbrigare nel campo, è nato questo lavoro che oggi, alla luce dei continui e drammatici eventi che si succedono ormai quotidianamente, comunque la si pensi, costituisce la testimonianza di un problema umano ancora irrisolto.


